R.A.M.

REPARTO AMBIENTALE MARINO DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO - GUARDIA COSTIERA
 
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Compiti del Reparto Ambientale Marino

del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera

Il Reparto ambientale marino (RAM) del Corpo delle Capitanerie di porto, svolge attività di raccordo tra Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto in tutte le questioni coinvolgenti i compiti del Corpo stesso in materia di tutela dell’ambiente marino e delle coste.

Nel più generale contesto di dette attività, il RAM:
    • espleta gli incarichi affidati dal Ministro e quelli per cui si richiede la collaborazione del Reparto stesso da parte dei Direttori generali preposti ai servizi del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
    • collabora con il Gabinetto ed con le competenti Direzioni generali per gli affari, ivi comprese le iniziative legislative e regolamentari, concernenti la tutela dell’ambiente marino;
    • coadiuva il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto nelle attività di formazione ed accrescimento della cultura ambientale del Corpo;
    • svolge attività di raccordo con le Capitanerie di porto per ottimizzare la trattazione delle problematiche riferite alla tutela dell’ecosistema marino e costiero nonché per gli aspetti relativi alla tutela delle acque marine e portuali dagli inquinamenti;
    • costituisce elemento di collegamento tra la Direzione Generale per la Protezione della Natura – Divisione VI (Tutela del Territorio Terrestre e Marino dall’Inquinamento) del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la Centrale operativa del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto e gli Uffici marittimi interessati per territorio da inquinamenti rilevanti delle acque marine e delle coste;
    • costituisce elemento di supporto quale Focal Point nazionale individuato presso le Direzioni Generali del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per l’elaborazione e l’aggiornamento degli adempimenti discendenti dal recepimento di Convenzioni internazionali o Direttive Comunitarie in materia ambientale;
    • collabora con le competenti Direzioni Generali nella trattazione delle problematiche inerenti la sicurezza e tutela dell’ecosistema marino/costiero in genere;
    • funge da organo consultivo a favore delle Direzioni generali richiedenti, nonché dell’Ufficio Legislativo, rilasciando specifici parere tecnici in relazione alle tematiche riconducibili nel novero delle materie di rispettiva attribuzione, altresì fornendo, il relativo contributo valutativo in ordine a schemi di provvedimenti normativi nazionali/comunitari ed internazione in materia ambientale;
    • predispone, di concerto con il Segretariato il Gabinetto e le competenti Direzioni Generali nonchè in raccordo con il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, atti convenzionali e protocollari concernenti lo stanziamento di risorse finanziarie per lo svolgimento delle istituzionali finalità del Corpo in materia di tutela dell’ecosistema marino e costiero;
    • provvede, anche in raccordo con gli istituti scientifici riconosciuti (ISPRA; CNR) e le stesse competenti strutture organizzative interne del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare alla realizzazione e finalizzazione di progetti di specifico interesse nel campo della tutela dell’ecosistema marino e costiero.

Con l’ entrata in vigore del Decreto Direttoriale 24 aprile 2008(1) il RAM ha altresì assunto ulteriori istituzionali attribuzioni di natura tecnico/operativa in materia di :

    • promozione della sicurezza ambientale in mare, con riferimento al rischio di incidenti marini,;
    • prevenzione e lotta agli inquinamenti marini;
    • pianificazione e coordinamento, d’intesa con la Centrale Operativa del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto degli interventi in caso di emergenza;
    • rapporti con le Capitanerie di porto;
    • monitoraggio aereo antinquinamento e sorveglianza delle aree marine protette;
    • monitoraggio del sistema di segnalamento marittimo delineante le aree marine protette;
    • monitoraggio dei dati relativi agli adempimenti derivanti dall’applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell’ambiente marino;
    • raccolta dati relativi alle principali attività di vigilanza ambientale.
Da tali linee di attività vengono fatti discendere nuovi compiti, a carattere solo apparentemente amministrativo, che si sostanziano:
    • nella cura della verifica dei piani locali antinquinamento attraverso periodiche ispezioni da eseguirsi in concomitanza alle esercitazioni all’uopo pianificate;
    • nel fornire il supporto, anche sul posto mediante personale specializzato, alle Autorità marittime periferiche nella gestione di dichiarate emergenze locali che comportino l’eventuale bonifica di una nave sinistrata o altre situazioni di criticità che possano richiedere un supporto decisionale complesso;
    • nel contribuire ad una valutazione congiunta con la Direzione Generale in merito alla gestione degli inquinamenti che si verifichino nelle acque territoriali e nell’alto mare;
    • nelcollaborare all’elaborazione di linee guida per l’aggiornamento puntuale ed uniforme dei piani locali antinquinamento, alla luce delle eventuali innovazioni alla normativa internazionale e comunitaria, con particolare riguardo ai “Luoghi rifugio” su disposizione della Direzione generale e del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto;
    • nel collaborare all’aggiornamento del “Manuale delle procedure operative in materia di tutela e difesa dell’ambiente marino e per gli interventi di emergenza in mare”;
nonché ulteriori ed altrettanto importanti compiti direttivi, concernenti, in particolar modo:
    • la realizzazione ed operatività in un’area dedicata del c.d. “Centro osservazione per i potenziali inquinanti derivanti dalle navi”, attraverso uno specifico collegamento in rete con le autorità marittime periferiche al fine di:
    • l'esercizio di un efficace controllo in merito alla gestione di tutti i potenziali inquinanti prodotti dalle navi riconducibili agli annessi I, II, IV e V della MARPOL 73/78 (idrocarburi, acque di sentina, acque nere di bordo, organismi alieni, acque di zavorra, ecc.)
    • la verifica delle modalità di gestione dei servizi di raccolta degli inquinanti prodotti dalle navi da parte dei soggetti affidatari negli ambiti portuali;
    • la classificazione, lo sviluppo e la valorizzazione dei dati nazionali derivanti dall’applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e dalle altre convenzioni IMO per la tutela dell’ambiente.

    Ai sensi dell’art. 5 del suddetto Decreto Direttoriale 24 aprile 2008, il Capo del Reparto ambientale marino può essere delegato dal Direttore Generale della Direzione Generale per la protezione della natura Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a presiedere l’unità di crisi, prevista dalla legge 28 febbraio 1992 n. 220 ed attivata con decreto direttoriale DEC/DPN/167 in data 8 febbraio 2008 presso la centrale operativa del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto.

(1)Recante adempimenti derivanti dall’attuazione della legge n. 979/1982, attuazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 e delle altre convenzioni IMO per la tutela dell’ambiente marino. Delega al capo del Reparto Ambientale Marino la presidenza dell’unità di crisi di cui all’art. 6 della legge 28 febbraio 1992, n. 220. (G.U. n. 181 del 4.08.2008).

 

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